La federazione: Aikikai d’Italia


Il dojo è federato con l’Aikikai d’Italia , ente morale di cultura giapponese che si occupa della diffusione di questa splendida arte marziale.

La principale federazione a livello mondiale per quanto riguarda l”aikido è l’Aikikai foundation, con sede presso l’Hombu dojo a Tokyo. Ci sono poi tantissime emanazioni/federazioni a livello sia nazionale che internazionale (UISP, Iwama Ryu Takemusu Aikido, Aiko, Ki-aikido e tante altre), ognuna con le sue specificità.

L’Aikikai d’Italia è un’associazione con alcuni tratti distintivi piuttosto unici nel panorama internazionale: è infatti diretta da Hiroshi Tada sensei, 9° dan ed allievo diretto di O-Sensei Morihei Ueshiba. Tada Sensei è riuscito in tanti anni a costruire un’associazione che vuole essere qualcosa “in più” rispetto a una associazione sportiva “pura e semplice”. Dopo decenni di lavoro intensissimo su tutto il territorio italiano l’Aikikai d’Italia ha infatti ottenuto lo status di ente morale: gli vengono riconosciuti quindi meriti educativi, pedagocici e morali che vanno ben al di là della “cura del corpo” o della tecnica marziale. Meriti che sono tipici di tutte le arti marziali praticate con serietà, al di là di ogni federazione e distinzione di sorta, ma che nel caso dell’Aikikai d’Italia fanno parte esplicitamente del suo spirito costitutivo.

Il nome preciso è quindi “Ente morale Aikikai d’Italia: associazione di cultura tradizionale giapponese”. Cultura tradizionale giapponese, come a sottolineare che l’aikido è uno “trumento” per capire e ripercorrere la cultura giapponese.

Ogni federazione ha i suoi metodi didattici e le sue peculiarità tecniche: c’è chi pratica sottolineando il ruolo della respirazione, chi esalta il lavoro con le armi di legno, chi invece lo evita del tutto. Alcuni maestri si contraddistinguono per la loro fluidità e altri per la loro rigorosità, ma noi riteniamo che l’Arte (marziale) sia una ed “indistinguibile”. Proprio questa sua “unicità” la rende simile ad una montagna, imponente da scalare e con molteplici percorsi da poter scegliere…c’è chi arriverà in cima scalando il costone più spigoloso e breve, chi sceglierà vie più morbide e lente, ma ciò che davvero conta è il percorso che ognuno fa dentro e fuori di sè.

Il cammino, che in giapponese si dice do. Come in Ai ki do! Smile